- Dockerfile: ARG PHP_VERSION=8.3.36 e FROM php:${PHP_VERSION}-fpm al posto
del tag mobile php:8.3-fpm, che la cache di Docker poteva risolvere sulla
8.3.35 vulnerabile. Una build ora prende la versione corretta o fallisce.
- phpredis da GitHub (versione fissata) invece di pecl.php.net, che il
giorno della patch rispondeva 504 e bloccava la build.
- Test contro il ritorno a un tag mobile o a una versione vulnerabile.
- PHP_VERSION passabile dal compose solo per prove locali.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
TerManager2
Applicazione web per la gestione dell'assegnazione e del rientro dei territori (cartoline) di congregazione, con statistiche di percorrenza, campagne speciali e registro storico completo.
I dati personali dei proclamatori sono cifrati nel database, e ogni operazione è tracciata in un audit log consultabile.
Indice
Per iniziare
- Deploy su Dokploy — la via consigliata per la produzione
- Deploy su altri sistemi — Coolify, Portainer, server con Docker
- Sviluppo locale — compreso come lanciare i test automatici
Gestione quotidiana
- Variabili d'ambiente
- Impostazioni applicative
- Aggiornamenti
- Backup e ripristino
- Comandi utili
- Troubleshooting
Riferimento
Deploy su Dokploy
Come funziona
L'immagine Docker è autosufficiente: dipendenze PHP e asset frontend sono compilati durante il build, non all'avvio. Nginx gira nello stesso container di php-fpm. Un deploy quindi è semplicemente: build → migrazioni → online.
Non serve il codice sorgente sul server, non ci sono bind mount, e non viene
eseguito né composer install né npm build all'avvio.
| Servizio | Ruolo | Esposto |
|---|---|---|
app |
nginx + php-fpm — l'applicazione | via Traefik |
queue-worker |
Job in coda (import PDF massivi) | no |
scheduler |
Task pianificati (pulizia audit log) | no |
mariadb |
Database | no |
redis |
Cache, sessioni, code | no |
Solo app è raggiungibile dall'esterno. Database e Redis restano su una rete
interna senza rotta verso Internet.
Passo 1 — Crea l'applicazione
Su Dokploy: Create Application → tipo Compose.
| Campo | Valore |
|---|---|
| Repository | il tuo repo Git |
| Branch | main |
| Compose Path | docker-compose.yml |
Passo 2 — Genera le credenziali
Sul tuo computer, esegui questi comandi e tieni da parte l'output:
echo "APP_KEY=base64:$(openssl rand -base64 32)"
echo "DB_PASSWORD=$(openssl rand -base64 24)"
echo "DB_ROOT_PASSWORD=$(openssl rand -base64 24)"
echo "REDIS_PASSWORD=$(openssl rand -base64 24)"
Conserva
APP_KEYin un password manager. I dati personali dei proclamatori sono cifrati con questa chiave: se la perdi, non sono più leggibili nemmeno avendo il backup del database.
Passo 3 — Imposta le variabili d'ambiente
Nella sezione Environment di Dokploy, incolla questo blocco e sostituisci i valori:
# --- Applicazione ---
APP_NAME=TerManager2
APP_ENV=production
APP_DEBUG=false
APP_TIMEZONE=Europe/Rome
# Deve combaciare con l'indirizzo da cui accedi, porta inclusa.
# per IP:porta -> http://IP-DEL-SERVER:8080
# con dominio -> https://territori.tuodominio.it
APP_URL=http://IP-DEL-SERVER:8080
# --- Chiavi e password (dal Passo 2) ---
APP_KEY=base64:...
DB_PASSWORD=...
DB_ROOT_PASSWORD=...
REDIS_PASSWORD=...
# --- Database (mariadb e' il nome del servizio, non cambiarlo) ---
DB_CONNECTION=mysql
DB_HOST=mariadb
DB_PORT=3306
DB_DATABASE=termanager2
DB_USERNAME=termanager2
# --- Redis (idem: redis e' il nome del servizio) ---
REDIS_HOST=redis
REDIS_PORT=6379
CACHE_STORE=redis
SESSION_DRIVER=redis
QUEUE_CONNECTION=redis
# --- Primo amministratore (creato al primo avvio) ---
INITIAL_ADMIN_NAME=Nome Cognome
INITIAL_ADMIN_EMAIL=admin@tuodominio.it
INITIAL_ADMIN_PASSWORD=UnaPasswordSolida
# --- Porte esposte sull'host ---
APP_BIND=0.0.0.0 # 127.0.0.1 se ci metti davanti un reverse proxy
APP_PORT=8080
DB_BIND=127.0.0.1 # database raggiungibile solo via tunnel SSH
DB_PORT_HOST=3306
# --- Sessioni e log ---
# false con accesso HTTP, true solo in HTTPS: vedi .env.example
SESSION_SECURE_COOKIE=false
LOG_CHANNEL=stderr
LOG_LEVEL=warning
# --- Posta (SMTP esterno) ---
MAIL_MAILER=smtp
MAIL_HOST=smtp.tuoprovider.it
MAIL_PORT=587
MAIL_USERNAME=utente
MAIL_PASSWORD=password
MAIL_SCHEME=tls
MAIL_FROM_ADDRESS=noreply@tuodominio.it
APP_URLdeve corrispondere esattamente al dominio che servirai, schemahttps://incluso. L'applicazione rifiuta richieste con unHostdiverso: è la protezione contro l'host header injection, ed è la causa più comune di "pagina che non si apre" al primo deploy.
Passo 4 — Assegna il dominio (facoltativo)
Con la configurazione qui sopra l'applicazione risponde gia' su
http://IP-DEL-SERVER:8080. Questo passo serve solo se vuoi un dominio con
HTTPS — consigliato, perche' altrimenti password e sessioni viaggiano in
chiaro.
Quando lo fai, cambia anche: APP_URL=https://tuodominio.it,
SESSION_SECURE_COOKIE=true e APP_BIND=127.0.0.1.
Domains → Add Domain:
| Campo | Valore |
|---|---|
| Service Name | app |
| Container Port | 80 |
| Host | il tuo dominio |
| HTTPS | attivo, Let's Encrypt |
Dokploy genera da sé le label Traefik: non vanno scritte nel compose.
Passo 5 — Deploy
Premi Deploy. Il primo avvio esegue migrazioni, seed di ruoli e permessi, e crea l'amministratore. Richiede in genere uno o due minuti.
Nei log dovresti vedere:
[✓] Storage directories ready.
[✓] APP_KEY provided via environment.
[✓] Database reachable.
[✓] Migrations applied.
[✓] Seed completed.
Initial admin created: admin@tuodominio.it
[✓] Caches warmed.
TerManager2 — ready
Accedi con le credenziali INITIAL_ADMIN_* e cambia subito la password.
Se qualcosa non parte
Lo stack si rifiuta di avviarsi quando manca una variabile essenziale, con un messaggio esplicito:
| Messaggio nei log | Cosa fare |
|---|---|
required variable DB_PASSWORD is missing a value |
Imposta DB_PASSWORD |
required variable REDIS_PASSWORD is missing a value |
Imposta REDIS_PASSWORD |
[✗] APP_URL is not set |
Imposta APP_URL |
[✗] APP_URL must include the scheme |
Aggiungi https:// davanti |
È voluto: meglio un errore immediato che un database in produzione con la password di default.
Deploy su altri sistemi
Lo stack è Docker Compose standard e funziona su Coolify, Portainer, CapRover o un semplice server con Docker.
Le uniche due particolarità sono:
-
Il file
.env. Dokploy lo genera dalle variabili della sua interfaccia. Altrove crealo a mano:cp .env.example .enve compila i valori. -
La rete
dokploy-network. In fondo adocker-compose.ymlc'è una rete esterna che serve al Traefik di Dokploy per raggiungere il container. Hai due possibilità:- Tenerla, creandola una volta sola:
docker network create dokploy-network - Rimuoverla: elimina
- dokploy-networkdalle reti del servizioappe il bloccodokploy-network:in fondo al file.
- Tenerla, creandola una volta sola:
Poi imposta nel .env la porta su cui esporre l'applicazione e avvia:
# ascolta su tutte le interfacce, per metterci davanti un reverse proxy
echo "APP_PORT=0.0.0.0:8080" >> .env
docker compose up -d --build
docker compose logs -f app
Infine metti il tuo reverse proxy (Nginx, Caddy, Traefik) davanti alla porta
8080, con certificato TLS.
Sviluppo locale
Si usa lo stesso docker-compose.yml della produzione, con il profilo dev
che aggiunge Mailpit:
cp .env.example .env
docker network create dokploy-network # una volta sola
# nel .env, per l'uso locale:
# APP_URL=http://localhost:8080
# APP_ENV=local
# MAIL_MAILER=smtp MAIL_HOST=mailpit MAIL_PORT=1025
# e le tre password a piacere
# (SESSION_SECURE_COOKIE=false e APP_BIND/APP_PORT vanno gia' bene)
docker compose --profile dev up -d --build
| Cosa | Dove |
|---|---|
| Applicazione | http://localhost:8080 |
| Mailpit (posta test) | http://localhost:8025 |
| Login | quello che hai messo in INITIAL_ADMIN_* |
Se la porta 8080 è occupata, cambia APP_PORT nel .env
(es. APP_PORT=127.0.0.1:8081).
Modifiche al codice senza ricostruire l'immagine
L'immagine è autosufficiente: vendor/ e public/build stanno dentro, quindi
di norma una modifica al codice richiede docker compose up -d --build.
Per avere invece le modifiche PHP immediate, crea un
docker-compose.override.yml — Docker Compose lo applica da solo, senza
bisogno di alcun flag:
services:
app:
environment:
PHP_OPCACHE_VALIDATE_TIMESTAMPS: 1
volumes:
- ./:/var/www/html
# vendor e build restano quelli dell'immagine, non quelli dell'host
- /var/www/html/vendor
- /var/www/html/public/build
Il file è già in .gitignore, quindi resta solo tuo.
Per lavorare sugli asset frontend con hot reload:
npm install
npm run dev
Test automatici
La suite gira in un container dedicato: l'immagine di produzione installa le dipendenze senza quelle di sviluppo, quindi PHPUnit lì dentro non c'è.
docker compose --profile test run --build --rm test
# una sola classe
docker compose --profile test run --build --rm test --filter BackupArchiveTest
# un solo gruppo
docker compose --profile test run --build --rm test --testsuite Unit
Il container esce col codice di PHPUnit, quindi la riga di comando si incatena come qualsiasi altro comando.
--build non è facoltativo. Il sorgente non è montato: senza ricostruire,
si eseguono i test dell'ultima immagine costruita, che possono essere di due
modifiche fa. Ometterlo ha senso solo per rilanciare la stessa suite subito
dopo, quando si sa che nulla è cambiato.
Cosa serve sapere:
- Non serve nient'altro acceso.
phpunit.xmlimpone SQLite in memoria, cachearraye codesync: la suite passa a stack spento e non tocca né il database di sviluppo né il volumestorage_data. APP_KEYdi test è fissa e scritta inphpunit.xml. Serve perché nome e cognome dei proclamatori sono cifrati: senza chiave nemmeno un test che non parla di cifratura riuscirebbe a scrivere una riga. Non ha alcun rapporto con la chiave di produzione.- SQLite non è MariaDB. Resta un punto che usa SQL specifico di MySQL —
CAST(... AS UNSIGNED)nell'ordinamento del Registro — e che quindi va provato sullo stack vero, non qui.
La logica JavaScript senza DOM (la ricerca nei campi di scelta,
resources/js/scelta.js) ha i suoi test in tests/js/, con il test runner di
Node:
npm run test:js
# oppure, senza Node installato:
docker run --rm -v "$PWD":/app -w /app node:20-alpine node --test tests/js/
Variabili d'ambiente
Il container legge la configurazione dall'ambiente di processo (su Dokploy: le
variabili della UI, salvate in .env). Il file docker-compose.yml non
ridichiara le variabili applicative: le prende dal .env così com'è.
Obbligatorie
| Variabile | Esempio | Note |
|---|---|---|
APP_URL |
https://territori.esempio.it |
Deve combaciare col dominio servito |
APP_KEY |
base64:... |
Cifra i dati personali — da custodire |
DB_PASSWORD |
— | Nessun default |
DB_ROOT_PASSWORD |
— | Nessun default |
REDIS_PASSWORD |
— | Nessun default |
Principali facoltative
| Variabile | Default | Descrizione |
|---|---|---|
APP_NAME |
TerManager2 |
Nome mostrato nell'interfaccia |
APP_ENV |
production |
local in sviluppo |
APP_DEBUG |
false |
Mai true in produzione |
APP_TIMEZONE |
Europe/Rome |
Fuso orario |
LOG_LEVEL |
warning |
debug per diagnosticare |
SESSION_SECURE_COOKIE |
false |
true solo servendo in HTTPS |
MAX_UPLOAD_MB |
2048 |
Tetto dei file caricati: governa insieme nginx, PHP e la validazione |
APP_BIND |
0.0.0.0 |
127.0.0.1 dietro un reverse proxy |
APP_PORT |
8080 |
Porta dell'applicazione sull'host |
DB_BIND |
127.0.0.1 |
Interfaccia della porta MariaDB |
DB_PORT_HOST |
3306 |
Cambiala se la 3306 e' occupata |
INITIAL_ADMIN_EMAIL |
— | Admin creato al primo avvio |
INITIAL_ADMIN_PASSWORD |
— | Idem |
INITIAL_ADMIN_NAME |
Amministratore |
Idem |
MAIL_MAILER |
log |
smtp per inviare davvero |
RUN_MIGRATIONS |
true |
Migrazioni automatiche all'avvio |
RUN_DB_SEED_ON_FIRST_START |
true |
Seed al primo avvio |
Da non cambiare
Questi valori sono nomi di servizi definiti in docker-compose.yml, non
indirizzi di rete. Se li modifichi il container non trova più il database o
Redis:
DB_HOST=mariadb
REDIS_HOST=redis
Nemmeno CACHE_STORE, SESSION_DRIVER e QUEUE_CONNECTION andrebbero
spostati altrove: lo stack fornisce Redis e il queue worker consuma la coda
Redis, quindi puntarli su un driver diverso interrompe l'elaborazione dei job.
Impostazioni applicative
Configurabili dall'interfaccia (Impostazioni, permesso settings.manage),
non da variabili d'ambiente:
| Impostazione | Descrizione |
|---|---|
| Nome congregazione | Mostrato nell'intestazione e nei PDF |
| Logo | Immagine nell'intestazione |
| URL pubblico base | Base dei link PDF condivisibili |
| Giorni giacenza "da assegnare" | Soglia oltre cui un territorio è da assegnare |
| Mesi giacenza "prioritari" | Soglia oltre cui un territorio diventa prioritario |
| Giorni per "smarrito" | Soglia oltre cui un'assegnazione è da rientrare |
| Elementi nelle liste della home | Quanti record mostrare nelle tre liste rapide |
| Validità link PDF (mesi) | Scadenza dei link pubblici alle cartoline |
| Download PDF visibile | Mostra o nasconde il pulsante di download |
| Retention audit log (giorni) | Dopo quanti giorni i log vengono cancellati |
Aggiornamenti
Push su main → Deploy su Dokploy. Ad ogni avvio il container:
- ricrea le directory di storage e risolve
APP_KEY - attende il database
- applica le migrazioni pendenti
- salta il seed (già eseguito — il marker è nel volume storage)
- rigenera le cache di configurazione, rotte e viste
Se le migrazioni falliscono il container non parte: preferibile a servire traffico su uno schema applicato a metà.
Un aggiornamento ordinario non richiede alcun intervento manuale.
Backup e ripristino
Com'è fatta la pagina Backup e import
Cinque zone numerate, in ordine di quanto sono definitive. L'indice in cima salta su ciascuna evidenziandola:
| # | Zona | A cosa serve |
|---|---|---|
| 1 | Backup completo | Crea e scarica il pacchetto .zip |
| 2 | Ripristina da backup | Ricarica un pacchetto: sostituisce dati e file |
| 3 | Import PDF territori | Associa i PDF ai territori (da archivio ZIP o da cartella) |
| 4 | Dati in formato XML | Esporta/importa i soli dati, converte i dump della vecchia app |
| 5 | Zona pericolosa | Azzera l'installazione |
In fondo alla finestra c'è una sola console, comune a tutte le operazioni: si apre da sé quando qualcosa parte, scorre da sola man mano che arrivano le righe e riporta sia quello che succede nel browser (file scelto, avanzamento del caricamento, codici HTTP, timeout) sia quello che succede sul server, in ordine di tempo e con la sorgente accanto a ogni riga. Il pulsante Copia serve proprio a questo: il primo passo di ogni diagnosi è farsi mandare quel testo.
Se torni indietro a leggere, lo scorrimento automatico si sospende e compare Torna in fondo.
Dall'applicazione: pacchetto .zip (consigliato)
Backup e import → Crea e scarica backup. Produce un unico .zip con
tutti i dati gestionali, gli utenti e tutti i file caricati (PDF dei territori,
miniature, logo). È la via da usare per spostare o rimettere in piedi
un'installazione senza toccare i container.
L'archivio si prepara in background e la console mostra l'avanzamento reale (file compressi / file totali); il download parte da solo appena è pronto. Stessa cosa per il ripristino: prima la barra di caricamento del pacchetto, accanto al pulsante, poi le fasi di lavoro nella console (estrazione, database, file).
Sulla stessa pagina, Ripristina backup ricarica il pacchetto: sostituisce i dati gestionali correnti e i file caricati.
Dopo un ripristino tutti gli utenti — amministratore compreso — devono impostare una nuova password. Il pacchetto contiene gli hash delle password di ogni account: chi lo ha avuto in mano ha potuto tentarne il crack offline, quindi le vecchie credenziali non sono più considerate sicure. Al primo accesso l'applicazione resta bloccata sulla schermata di cambio password.
Il pacchetto non contiene APP_KEY: i nomi dei proclamatori sono cifrati
con quella chiave, quindi il ripristino va fatto su un'installazione che ha la
stessa APP_KEY di quando il backup è stato creato.
Il tetto per l'upload lo decide MAX_UPLOAD_MB nel .env (default: 2048,
cioè 2 GB). Da quel valore l'entrypoint genera client_max_body_size per nginx
e upload_max_filesize/post_max_size per PHP, e la validazione lo rilegge:
un solo numero per tutta la catena.
Se un caricamento si pianta a una percentuale bassa senza messaggi, è quasi sempre questo il limite. Superato il tetto nginx risponde
413dopo aver accettato zero byte: il browser si vede chiudere la connessione a metà invio e la barra resta ferma. Dalla versione attuale la pagina controlla la dimensione prima di iniziare e lo dice subito, ma se aggiorni un'installazione vecchia il sintomo è quello.
Per alzarlo servono un MAX_UPLOAD_MB più grande e un redeploy (i limiti si
scrivono all'avvio del container). Alzarlo non costa memoria — nginx accumula il
corpo su disco e PHP lavora su un file temporaneo — ma serve spazio libero nel
volume. Oltre qualche giga conviene comunque il backup dei volumi qui sotto: un
upload lunghissimo da browser è fragile.
Se il dominio passa da Cloudflare, comanda Cloudflare. Sul piano free rifiuta i corpi di richiesta oltre 100 MB, e lo fa in base al
Content-Length: il413arriva dopo appena un megabyte spedito, quindi il pacchetto non raggiunge mai nginx eMAX_UPLOAD_MBnon sposta nulla. C'è anche un tetto di 100 secondi: un caricamento lento può fallire con524pur restando sotto il limite di dimensione.Per superarlo: togliere il dominio da Cloudflare (DNS-only), anche solo su un sottodominio d'amministrazione; oppure caricare puntando direttamente all'IP dell'origine; oppure usare il ripristino dai volumi qui sotto. Il piano Business arriva a 200 MB, spesso ancora insufficienti.
La console in fondo alla finestra mostra il codice HTTP ricevuto: se leggi
413con un pacchetto sottoMAX_UPLOAD_MB, il tetto è a monte.
Zona pericolosa: azzera tutto
Zona 5, in fondo alla stessa pagina: Scarica backup e azzera tutto riporta
l'applicazione allo stato di installazione appena eseguita. Va scritto
AZZERA TUTTO per sbloccare il pulsante, e l'operazione procede in due tempi:
- Viene creato e scaricato un backup completo di tutto ciò che c'è.
- L'operazione si ferma e aspetta, e la richiesta di conferma compare lì nella zona 5, sotto il pulsante che l'ha avviata: controlli il file scaricato, digiti la tua password e confermi con un secondo clic. Fino a lì non viene toccato nulla, e puoi annullare. Dopo cinque password sbagliate l'azzeramento resta bloccato per 5 minuti (l'accesso all'applicazione no).
- Solo dopo la conferma vengono eliminati territori, proclamatori, assegnazioni, campagne, zone, tipologie, anni di servizio, il registro attività e tutti i file caricati; le impostazioni tornano ai default e i ruoli vengono riseminati.
Tutti gli altri utenti vengono eliminati. Resta solo l'account dell'amministratore che ha eseguito l'operazione, con la sua password attuale — come un'installazione nuova, che ha un amministratore solo. Cancellarli tutti lascerebbe l'applicazione senza nessuno che possa accedere fino al riavvio del container.
Il backup scaricato al punto 1 è l'unico modo per tornare indietro.
Dai volumi: cosa salvare
| Volume | Contenuto | Nel backup |
|---|---|---|
db_data |
Database MariaDB | ✅ |
storage_data |
PDF territori, miniature, log, APP_KEY di fallback |
✅ |
redis_data |
Cache e sessioni — rigenerabili | — |
Più il valore di APP_KEY. Il database da solo non basta: senza la chiave
i dati personali cifrati non sono leggibili.
Backup
# Database
docker exec <container-db> mariadb-dump -u root -p"$DB_ROOT_PASSWORD" \
termanager2 | gzip > termanager2_$(date +%Y%m%d).sql.gz
# File caricati (PDF e miniature)
docker run --rm -v <progetto>_storage_data:/data -v "$PWD":/backup \
alpine tar czf /backup/storage_$(date +%Y%m%d).tar.gz -C /data .
Automatizzabile con cron:
0 2 * * * docker exec <container-db> mariadb-dump -u root -p"$DB_ROOT_PASSWORD" termanager2 | gzip > /backups/termanager2_$(date +\%Y\%m\%d).sql.gz
Ripristino
gunzip -c termanager2_20260718.sql.gz | \
docker exec -i <container-db> mariadb -u root -p"$DB_ROOT_PASSWORD" termanager2
docker exec <container-app> php artisan migrate --force
docker exec <container-app> php artisan cache:clear
Assicurati che APP_KEY sia la stessa di quando il backup è stato creato.
Comandi utili
Sostituisci <app> con il nome del container (lo trovi con docker ps).
# Log in tempo reale
docker logs -f <app>
# Stato delle migrazioni
docker exec -it <app> php artisan migrate:status
# Shell interattiva Laravel
docker exec -it <app> php artisan tinker
# Reimpostare la password di un utente
docker exec -it <app> php artisan tinker --execute="
\$u = App\Models\User::where('email','admin@tuodominio.it')->first();
\$u->password = Hash::make('NuovaPassword');
\$u->save();
"
# Creare un altro amministratore
docker exec -it <app> php artisan app:create-initial-admin \
--name="Nome" --email="mail@dominio.it" --password="Password"
# Pulizia manuale dell'audit log
docker exec -it <app> php artisan audit:cleanup
# Pulizia manuale degli archivi di backup residui (default: più vecchi di 24h)
docker exec -it <app> php artisan backup:cleanup
docker exec -it <app> php artisan backup:cleanup --ore=0 # tutti
# Svuotare le cache
docker exec -it <app> php artisan optimize:clear
Entrambe le pulizie girano già da sole ogni notte (container scheduler); i
comandi qui sopra servono solo per anticiparle.
Troubleshooting
Il container app resta unhealthy
L'health check interroga /up. Guarda i log (docker logs <app>): quasi
sempre è il database irraggiungibile o una migrazione fallita.
Errore 400 o pagina bianca sul dominio
APP_URL non corrisponde al dominio servito. Deve combaciare esattamente,
schema https:// incluso. È la protezione contro l'host header injection.
La pagina appare senza stile (CSS mancante)
Gli asset sono compilati dentro l'immagine. Se mancano, è fallito lo stage di
build frontend: cerca npm run build nel log di build del deploy.
I job restano in coda
Verifica che queue-worker sia healthy e che REDIS_PASSWORD sia identica per
tutti i servizi.
L'import PDF non termina
L'import ha un timeout di 15 minuti; oltre, il job viene marcato failed e i file temporanei rimossi. Controlla i log del worker per individuare il PDF responsabile.
I dati cifrati non sono più leggibili
APP_KEY è cambiata. Ripristina il valore originale: non esiste altro modo di
recuperare i dati. Se la chiave è persa definitivamente, i proclamatori vanno
reinseriti (territori, assegnazioni e storico restano intatti — non sono
cifrati).
Reset completo (solo sviluppo)
docker compose --profile dev down -v
docker compose --profile dev up -d --build
-v cancella i volumi: database, Redis e file caricati vengono persi.
Funzionalità
Dashboard
- Anno teocratico corrente (creato automaticamente, settembre → agosto)
- Media mensile di percorrenza e durata media delle assegnazioni
- Campagna attiva con barra di progresso
- Tre liste rapide con azione diretta: da assegnare, prioritari, da rientrare; quando l'elenco è troncato, "Vedi tutti" è un pulsante in testata che apre l'elenco territori già filtrato
Territori
- CRUD completo con upload PDF e miniatura generata automaticamente
- "Nuovo territorio" apre il designer delle piantine già in disegno: il territorio si crea dal confine disegnato (per chi non è amministratore resta il form)
- Filtri per zona, tipologia e stato, conservati nell'indirizzo della pagina
- Badge di stato colorati e indicatore di priorità (manuale o automatica)
- Dettaglio con visualizzatore PDF e storico assegnazioni per anno teocratico
- Link PDF pubblico condivisibile, a scadenza configurabile
- Soft delete con cestino (ripristino o eliminazione definitiva)
- Import massivo di PDF da cartella o archivio ZIP, elaborato in background
Proclamatori
- CRUD con nome e cognome cifrati nel database
- Conteggio dei territori attualmente assegnati
- Anonimizzazione GDPR irreversibile
- Soft delete con cestino
Assegnazione e rientro
- Scelta con ricerca di territorio e proclamatore (anche nel Registro e nel designer delle piantine): si scrive e compaiono le proposte più vicine — uguale, inizia con, contiene, errore di battitura ("forse cercavi") — con le parole in qualsiasi ordine, senza badare a maiuscole e accenti. Campo vuoto: l'elenco completo. Pensata anche per il telefono
- I territori già assegnati si trovano cercando ("già assegnato a …") ma non si possono scegliere; l'anteprima della miniatura segue la scelta
- Anno teocratico rilevato automaticamente dalla data
- Validazione: territorio non già assegnato, entrambi attivi
- Invio del link dopo l'assegnazione: una finestra chiede il canale — Copia link, oppure Condividi… (il menu di condivisione del telefono: WhatsApp, Telegram, SMS…, dove il browser lo offre) — e se il link è stato inviato. Il destinatario lo sceglie chi usa l'app dai propri contatti: i proclamatori non hanno numero né email. Solo dopo la risposta si va avanti; altrimenti l'assegnazione resta segnalata "Link ancora da inviare", con "Invia link" per riprendere. Anche dall'elenco dei territori assegnati si può copiare o condividere il link
- L'elenco dei territori assegnati si carica subito dopo la pagina e si filtra nel browser, senza attese
- Rientro con calcolo automatico dei giorni
- Prompt campagna: se il territorio era fuori durante una campagna viene chiesto se è stato percorso per la campagna; oltre la soglia "da rientrare" compare un avviso di tempo di percorrenza molto alto
- Dopo una conferma o un annulla si torna alla pagina di partenza, con i suoi filtri, ricerca, ordinamento e pagina (aperta dal menu: come prima)
Campagne
- CRUD con date di inizio e fine
- Stato automatico: attiva, futura o conclusa
- Percentuale di percorrenza in tempo reale
- Dettaglio territorio per territorio
Registro assegnazioni
- Filtri per anno teocratico, zona, tipologia, stato e ricerca testuale
- Colonne: territorio, proclamatore, date, giorni, campagna
Audit log
- Tracciamento automatico su tutti i modelli
- Eventi di flusso espliciti: assegnazione, rientro, login, logout
- Filtri per utente e tipo evento, con diff prima/dopo
- Pulizia automatica schedulata secondo la retention configurata
Backup e import
- Backup completo
.zip: dati gestionali, utenti e file caricati (PDF territori, miniature, logo) in un unico pacchetto scaricabile e ripristinabile - Barra di avanzamento reale su backup e ripristino (lavoro svolto, non tempo)
- Ripristino da pacchetto, con cambio password obbligatorio per tutti gli utenti
- Zona pericolosa: azzeramento completo con backup obbligatorio scaricato, password dell'amministratore e conferma esplicita prima di procedere
- Import ed export XML dell'intero set di dati gestionali (senza i file)
- Conversione di dump SQL legacy in XML compatibile
- Import massivo dei PDF dei territori da cartella o archivio ZIP
Zone e tipologie
- Gestione inline: aggiungi, rinomina, attiva/disattiva, elimina
- Non eliminabili se hanno territori associati
Ruoli e permessi
Tre ruoli con permessi granulari (spatie/laravel-permission):
| Permesso | Amministratore | Assistente | Operatore |
|---|---|---|---|
settings.manage |
✅ | ||
territori.manage |
✅ | ||
proclamatori.manage |
✅ | ✅ | |
campagne.manage |
✅ | ✅ | |
registro.view |
✅ | ✅ | |
registro.export |
✅ | ||
territori.assign |
✅ | ✅ | ✅ |
territori.return |
✅ | ✅ | ✅ |
audit.view |
✅ | ||
audit.export |
✅ |
L'amministratore ha un bypass completo (Gate::before in AppServiceProvider).
Il menu laterale mostra solo le voci per cui l'utente ha i permessi.
I permessi sono verificati sia sulle rotte sia sulle richieste Livewire, quindi una revoca ha effetto immediato senza bisogno di ricaricare la pagina.
Sicurezza e GDPR
Sicurezza
- Cifratura a riposo: nome e cognome dei proclamatori cifrati con
AES-256-CBC tramite
APP_KEY - Password: hash bcrypt
- RBAC: middleware
permission:sulle rotte, riapplicato anche alle richieste Livewire - CSRF: token su tutti i form
- Rate limiting: sul login
- Host header: accettate solo richieste il cui
Hostcorrisponde aAPP_URL - Scheme forwarding: lo schema è deciso dal server, non dall'header del client, per non falsare la validazione dei link firmati
- Security headers:
X-Frame-Options,X-Content-Type-Options,Referrer-Policy - Sessioni: in Redis, cookie httpOnly e
Securein produzione - Esecuzione PHP: solo
index.phpè un entrypoint valido; ogni altro.phprestituisce 404
GDPR
- Informativa (menu Privacy, solo amministratore): i valori che possono
cambiare — congregazione, conservazione del log, scadenza dei link,
download del PDF, server di posta, durata della sessione, indirizzo e HTTPS,
ruoli con i loro permessi, quanti dati sono conservati — si leggono al
momento da impostazioni e configurazione (
App\Livewire\Privacy) - Minimizzazione: dei proclamatori si conservano solo nome, cognome e stato. Niente telefono né email: il link lo manda chi assegna, scegliendo il destinatario dai propri contatti, e l'app non vede quei contatti
- Cifratura a riposo: i dati sono illeggibili anche con accesso diretto al DB
- Audit trail: registro completo delle operazioni
- Diritto all'oblio: funzione di anonimizzazione irreversibile
- Retention: cancellazione automatica dei log oltre il periodo configurato
- No dati sensibili nei log: l'audit registra gli identificativi, non i nomi in chiaro
- Attenzione ai backup: il pacchetto
.zipe l'export XML contengono i dati dei proclamatori in chiaro (l'export li legge decifrati). Vanno custoditi in un luogo protetto e cancellati quando non servono
Modello dati
| Tabella | Descrizione |
|---|---|
users |
Utenti; password_change_required blocca l'accesso finché non si sceglie una password nuova |
settings |
Configurazione singleton |
zone |
Zone territoriali |
tipologie |
Tipologie di territorio |
proclamatori |
Assegnatari, con nome/cognome cifrati e soft delete (niente contatti) |
territori |
Cartoline con zona, tipologia, PDF, miniatura, soft delete |
anni_teocratici |
Periodi settembre → agosto |
campagne |
Periodi speciali con date e descrizione |
assegnazioni |
Territorio ↔ proclamatore, con date, anno e campagna; stato dell'invio del link (link_sent, link_da_inviare, link_canale) |
activity_log |
Audit trail |
Vincoli e indici principali
territori.numeroeanni_teocratici.label— univociassegnazioni(territorio_id, returned_at)— indice composito, è la ricerca più frequente dell'applicazioneassegnazioni(proclamatore_id, returned_at),assegnazioni(assigned_at)territori(attivo, deleted_at),proclamatori(deleted_at)- Foreign key con
RESTRICTsu territorio e proclamatore, a protezione dell'integrità dello storico
Regole di business
Anno teocratico
Va da settembre ad agosto: da settembre in poi l'anno è corrente/corrente+1,
prima è corrente-1/corrente. Viene creato automaticamente quando serve.
L'assegnazione conta per l'anno determinato dalla data di assegnazione.
Stato del territorio
Calcolato dinamicamente, non memorizzato:
| Stato | Condizione |
|---|---|
in_reparto |
Attivo, nessuna assegnazione aperta |
assegnato |
Ha un'assegnazione con returned_at nullo |
da_rientrare |
Assegnato da più giorni della soglia configurata |
inattivo |
Contrassegnato come non attivo |
Priorità
Un territorio è prioritario se lo è per flag manuale o perché non viene assegnato da più mesi della soglia configurata. La soglia automatica vince sempre sul flag: l'amministratore può aggiungere priorità, non toglierla quando la soglia è scattata.
Percentuale di percorrenza delle campagne
- Denominatore: tutti i territori attivi
- Numeratore: i territori attivi distinti con almeno un'assegnazione collegata alla campagna e contrassegnata come conteggiata al rientro (un territorio percorso due volte conta una volta sola)
Al rientro la campagna viene proposta se il territorio era fuori almeno in parte del periodo: assegnato durante la campagna, rientrato durante la campagna, oppure fuori per tutta la sua durata. Se sia stato davvero percorso lo decide l'operatore con la spunta. Se più campagne corrispondono viene proposta la più recente. I territori assegnati durante la campagna e non ancora rientrati compaiono nel dettaglio come "in corso".
Architettura
Stack
| Componente | Tecnologia |
|---|---|
| Framework | Laravel 11 |
| PHP | 8.3 (FPM) |
| Interfaccia | Livewire 3.5 + TailwindCSS 4 + Alpine.js |
| Database | MariaDB 11 |
| Cache/Sessioni/Code | Redis 7 |
| Web server | Nginx, nello stesso container di php-fpm |
| RBAC | spatie/laravel-permission |
| Audit trail | spatie/laravel-activitylog |
| barryvdh/laravel-dompdf + poppler-utils | |
| Build asset | Vite 6 (in fase di build immagine) |
Struttura del progetto
TerManager2/
├── app/
│ ├── Console/Commands/ # audit:cleanup, backup:cleanup, app:create-initial-admin
│ ├── Http/Controllers/ # PDF pubblici, import, backup, login, cambio password
│ ├── Http/Middleware/ # RequirePasswordChange
│ ├── Jobs/ # Import PDF, backup, ripristino, azzeramento (in coda)
│ ├── Livewire/ # Tutti i componenti di interfaccia
│ ├── Models/ # 9 modelli Eloquent
│ ├── Providers/ # AppServiceProvider
│ └── Services/ # Miniature PDF, stato import, archivio backup
├── bootstrap/app.php # Middleware, proxy e host fidati
├── config/ # Configurazione Laravel
├── database/
│ ├── migrations/
│ └── seeders/ # Ruoli, permessi, dati di sviluppo
├── docker/
│ ├── nginx/default.conf # Vhost
│ ├── php/
│ │ ├── Dockerfile # Build multi-stage (runtime = ultimo stage)
│ │ ├── entrypoint.sh # Avvio: chiave, migrazioni, cache
│ │ ├── queue-entrypoint.sh # Avvio worker e scheduler
│ │ ├── php.ini
│ │ └── www.conf
│ └── supervisor/ # nginx + php-fpm nello stesso container
├── resources/
│ ├── css/app.css # Sistema di pulsanti, tabelle responsive, console
│ ├── js/
│ └── views/
│ ├── components/btn.blade.php # L'unico pulsante dell'applicazione
│ └── livewire/ # Una vista per componente
├── routes/web.php # Rotte con i relativi permessi
├── tests/ # Suite PHPUnit (profilo compose "test")
├── phpunit.xml # Configurazione e ambiente dei test
├── docker-compose.yml # Unico, produzione e sviluppo
├── .env.example # Tutta la configurazione
├── HANDOFF.md # Stato del progetto per chi subentra
└── README.md
Perché nginx e php-fpm nello stesso container
Con container separati, nginx avrebbe bisogno di una propria copia di public/
e del volume storage solo per servire i file statici. Per un'applicazione di
questa scala è complessità senza beneficio: un solo container significa un solo
health check, un solo target per il proxy e nessun volume condiviso da tenere
allineato.
Licenza
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