Il Dockerfile compilava l'applicazione in /app-src mentre il runtime girava da /var/www/html, popolato solo dal bind mount del sorgente: l'immagine costruita non veniva mai usata. L'entrypoint rieseguiva composer install e npm run build a ogni avvio, dentro il container. Su Dokploy, senza sorgente sull'host, questo significava build a runtime a ogni deploy. Ora vendor/ e public/build sono compilati in stage separati e copiati nell'immagine finale. I container di produzione non montano il sorgente e non eseguono build all'avvio: un redeploy e' build, migrazioni, online. - Dockerfile multi-stage (composer, node, runtime) - nginx e php-fpm nello stesso container via supervisor: con container separati nginx avrebbe bisogno di una copia di public/ e del volume storage solo per servire file statici - clear_env = no in www.conf, senza cui php-fpm nasconde a Laravel tutte le variabili d'ambiente - configurazione da ambiente di processo invece di .env riscritto con sed; il compose fissa solo i valori dettati dalla topologia - fail-fast su APP_URL, DB_PASSWORD, DB_ROOT_PASSWORD, REDIS_PASSWORD - servizio scheduler dedicato: schedule:work non veniva mai eseguito, quindi la pulizia dell'audit log non e' mai partita - solo il container app esegue le migrazioni, per evitare che due container in gara lascino uno schema applicato a meta' - healthcheck separati per worker e scheduler, che non espongono HTTP - docker-compose.dev.yml per lo sviluppo locale - documentazione unificata in README.md e HANDOFF.md Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
1.3 KiB
1.3 KiB