Modulo S-13
- Il PDF scrive sopra il modulo ufficiale (FPDI, matrice convertita in PDF 1.4)
invece di ricostruirlo in HTML: 20 righe per foglio come l'originale.
- Una riga per ogni territorio attivo; riporto dell'ultimo rientro prima
dell'anno; assegnazioni a cavallo d'anno su entrambi i fogli; scelta per
data e non per anno registrato; nomi come "Cognome I.".
- Logica spostata in App\Services\Registro\ModuloS13.
Integrità dei dati
- Export/import XML (e quindi backup/ripristino): le date non slittano più di
un giorno; i file vecchi in UTC tornano al giorno giusto.
- Import XML: rifiuta file estranei o incompleti senza toccare i dati, errore
con riga e motivo, territori senza zona importati con il loro storico,
caratteri di controllo rimossi in export, chi importa conserva password e
ruolo di amministratore.
- Assegnazioni: assegnazioneCorrente corretta (filtro dentro ofMany), periodi
sovrapposti rifiutati in Assegna e Registro sotto lock, anno di servizio
ricavato dalla data, niente date future nel Registro.
- Utenti: non si declassa sé stessi né l'ultimo amministratore.
- Entrypoint: non sovrascrive più la copia persistente di APP_KEY con un
valore diverso; serve APP_KEY_ROTATE=1 per un cambio voluto.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
Le piantine non dipendono piu' da un territorio esistente: territorio_id e'
nullable, la chiave esterna e' nullOnDelete invece di cascadeOnDelete, e `nome`
fa da etichetta finche' il collegamento manca. Si disegna guardando le strade e
si decide dopo di chi e' il disegno; se il territorio non c'e', lo si crea
dall'editor con numero, zona, tipologia e confini — zona e tipologia comprese,
create sul posto quando mancano.
Il cambio di cascata chiude anche una perdita di dati silenziosa: ogni import
XML svuota `territori` in blocco e finora si portava via tutte le piantine.
Il disegno passa su /piantine/editor, a schermo intero con telaio proprio: su
una mappa larga un terzo di schermo un confine si sbaglia, e finisce stampato.
/piantine resta la gestione — area, generazione, collegamenti, storico.
Cartolina S-12 reimpaginata: pagina 1 il modulo con la Localita' (che ora e' il
nome della zona, non un campo duplicato) e i confini scritti nello spazio
centrale, con il corpo del testo che si adatta alla lunghezza; pagina 2 la
piantina sola al 98%. Aggiunta l'anteprima, che compone il PDF al volo senza
toccare pdf_path ne' lo storico.
Immagine: JPEG invece di PNG (0,9 MB contro 5 per territorio), composta alle
tessere dello zoom piu' alto e ridotta con Lanczos, nelle proporzioni della
pagina cosi' riempie il foglio invece di lasciare fasce bianche. Il tratto del
confine e' espresso in pixel dell'immagine finale: si vede il confine e si legge
la via che ci passa sotto. L'attribuzione OSM si dimensiona con l'immagine,
come la ODbL richiede.
Rimossa la rigenerazione massiva: job, stato in cache e interfaccia.
Sistema visivo ripassato su tutta l'applicazione: le scale gray e indigo di
Tailwind sono ridefinite nei token, cosi' le 37 viste si riallineano insieme
invece di essere riscritte una per una. Grigi caldi, un accento solo con quattro
significati, carattere servito dall'applicazione e non da Google Fonts, via il
gradiente della testata. Aggiunto il link "salta al contenuto", che mancava.
Corretto un guasto d'ambiente che bloccava TUTTI gli upload in sviluppo: dalla
1.26 il fastcgi_params di nginx passa HTTP_HOST come $host, che perde la porta,
e ogni URL firmato smetteva di validare — l'endpoint di upload di Livewire
rispondeva 401.
294 test verdi.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
I due file compose andavano tenuti allineati a mano, e gli anchor
(x-app-env, <<:) sono sintassi che va conosciuta per riuscire a leggere il
file. Per un deploy che deve restare semplice era complessita' non
giustificata.
Ora c'e' un solo docker-compose.yml, esplicito, che copre produzione e
sviluppo:
- ogni servizio dichiara quello che usa, senza merge key
- mailpit e' dietro il profilo "dev", quindi non parte mai in produzione
- la porta e' legata a 127.0.0.1 per default: in produzione il traffico
arriva da Traefik sulla rete interna, in locale basta localhost:8080.
Per esporla davvero: APP_PORT=0.0.0.0:8080
- .env diventa l'unica fonte di configurazione, senza valori ridichiarati
Compromesso accettato: sparendo i valori fissati nel compose, DB_HOST e
REDIS_HOST devono contenere i nomi dei servizi (mariadb, redis) e non un
indirizzo. E' segnalato in .env.example, nel README e in HANDOFF.md.
Per le modifiche al codice senza ricostruire l'immagine il README documenta
un docker-compose.override.yml, che Compose applica da solo ed e' gia'
ignorato da git.
Verificato: sei servizi healthy, login e pagine a 200, redeploy idempotente,
porta esposta solo su localhost, mailpit assente senza il profilo dev.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
Il Dockerfile compilava l'applicazione in /app-src mentre il runtime girava
da /var/www/html, popolato solo dal bind mount del sorgente: l'immagine
costruita non veniva mai usata. L'entrypoint rieseguiva composer install e
npm run build a ogni avvio, dentro il container. Su Dokploy, senza sorgente
sull'host, questo significava build a runtime a ogni deploy.
Ora vendor/ e public/build sono compilati in stage separati e copiati
nell'immagine finale. I container di produzione non montano il sorgente e
non eseguono build all'avvio: un redeploy e' build, migrazioni, online.
- Dockerfile multi-stage (composer, node, runtime)
- nginx e php-fpm nello stesso container via supervisor: con container
separati nginx avrebbe bisogno di una copia di public/ e del volume
storage solo per servire file statici
- clear_env = no in www.conf, senza cui php-fpm nasconde a Laravel tutte
le variabili d'ambiente
- configurazione da ambiente di processo invece di .env riscritto con sed;
il compose fissa solo i valori dettati dalla topologia
- fail-fast su APP_URL, DB_PASSWORD, DB_ROOT_PASSWORD, REDIS_PASSWORD
- servizio scheduler dedicato: schedule:work non veniva mai eseguito,
quindi la pulizia dell'audit log non e' mai partita
- solo il container app esegue le migrazioni, per evitare che due
container in gara lascino uno schema applicato a meta'
- healthcheck separati per worker e scheduler, che non espongono HTTP
- docker-compose.dev.yml per lo sviluppo locale
- documentazione unificata in README.md e HANDOFF.md
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>