Chi ha il ruolo amministratore non deve confermare l'indirizzo
(User::esenteDaConfermaEmail): non riceve l'email di conferma né alla
creazione né al cambio d'indirizzo, in Utenti compare "esente". Se perde
il ruolo torna a valere email_verified_at.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
Se il territorio è rimasto fuori oltre la soglia "giorni_per_smarrito",
il banner della campagna mostra un avviso (non bloccante). Giorni e
avviso vengono salvati anche nell'evento "campagna_percorso".
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
Registrato al rientro quando viene proposta una campagna (Sì/No) e nel
Registro quando l'amministratore imposta o modifica il conteggio.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
- Dettaglio campagna: mostra tutti i territori conteggiati (stessa base
della percentuale), non solo quelli assegnati dopo l'inizio.
- Rientro: se più campagne corrispondono propone la più recente invece
della prima creata; testo del banner chiarito.
- Dettaglio campagna: nuova sezione "In corso" con i territori fuori
durante la campagna e non ancora rientrati.
- README: regola di conteggio documentata.
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Se il territorio è rimasto fuori oltre la soglia "giorni_per_smarrito",
il banner della campagna mostra un avviso (non bloccante). Giorni e
avviso vengono salvati anche nell'evento "campagna_percorso".
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Registrato al rientro quando viene proposta una campagna (Sì/No) e nel
Registro quando l'amministratore imposta o modifica il conteggio.
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- Dettaglio campagna: mostra tutti i territori conteggiati (stessa base
della percentuale), non solo quelli assegnati dopo l'inizio.
- Rientro: se più campagne corrispondono propone la più recente invece
della prima creata; testo del banner chiarito.
- Dettaglio campagna: nuova sezione "In corso" con i territori fuori
durante la campagna e non ancora rientrati.
- README: regola di conteggio documentata.
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- Server di posta in Impostazioni (password cifrata, email di prova): se
compilato prende il posto del .env; non si esporta e l'import XML non lo
cancella. MAIL_SCHEME=tls nel .env.example non era valido per Laravel 11.
- Proclamatori con email e telefono facoltativi, cifrati, nell'XML e
cancellati dall'anonimizzazione; il numero apre WhatsApp.
- Dopo l'assegnazione un riquadro in evidenza con il link del PDF,
"Invia su WhatsApp" con il messaggio pronto e la scelta "inviato /
non ancora", che resta finché non si sceglie.
- Conferma dell'email obbligatoria per tutti gli utenti, anche esistenti:
email in italiano, link valido senza login, nuova conferma a ogni cambio
di indirizzo, "Reinvia conferma" in Utenti. Senza conferma restano
raggiungibili profilo, cambio password e, per l'admin, il server di
posta; comando utenti:conferma-email per l'emergenza.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
- Lo stato "Pubblicata" non dipende più dall'id del territorio, che il
ripristino ricrea: l'impronta usa il numero, e la piantina ricorda il
percorso del PDF pubblicato (pdf_pubblicato, con migrazione che riconosce
le piantine già pubblicate).
- BackupOperationState: corrente() in sola lettura e liberaCorrente() sotto
lo stesso mutex di occupa(), così una lettura non cancella il puntatore
di un'operazione appena avviata.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
Blocco 2
- Esiti delle azioni Livewire come avvisi (trait Avvisa) invece di flash
che comparivano alla pagina dopo.
- PDF, miniature e versioni dei territori non più serviti da nginx su
/storage: TerritorioFileController con login, permessi e cache privata.
- Ripristino tutto o niente: verifica dell'archivio, una transazione con
import, piantine, blocco account e scambio dei file annullabile.
- Backup formato 2 con piantine, storico PDF e area KML.
- Posto unico preso in un passo (Cache::lock) e rispettato anche da
import XML e PDF.
- Import PDF da cartella: abbinamento corretto (1-A, 12 B, ambigui),
caricamento a lotti, file non PDF ignorati, PDF sostituito nello storico.
- L'import XML elimina i file dei territori che non usa più; comando
territori:file-orfani per quelli accumulati prima.
Blocco 3
- Password attuale richiesta al cambio volontario; AuthenticateSession
chiude le sessioni aperte altrove.
- Niente nomi dei proclamatori in chiaro nel registro attività.
- Export XML senza remember_token; chi riceve l'hash dal file deve
cambiare password.
- Campagne: ultimo giorno incluso, percentuale sui territori distinti.
- Coda: retry_after 960 s, stop_grace_period 16m, Redis volatile-lru,
impostazioni rilette a ogni job.
- Azzeramento che cancella anche piantine, area KML e anteprime.
- Pulsanti profilo e menu che non si nascondevano; icona del sito.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
- Il disegno è bozza e si salva da solo; i dati del territorio si
modificano dall'editor e valgono subito nel gestionale.
- Un solo "Pubblica" (immagine + PDF), uguale in editor e gestione:
anteprima preparata in coda su disco privato, conferma obbligatoria,
rifiutata se nel frattempo è cambiato qualcosa di stampato.
- Stati Bozza / Pubblicata / Modifiche da pubblicare, calcolati
sull'impronta di confine e dati stampati e sul PDF in uso.
- Gestione riscritta: stato, ricerca, filtri, storico paginato.
- Editor ridisegnato a tre zone, utilizzabile anche su tablet e telefono.
- Avvisi via evento (trait Avvisa + <x-avvisi>).
- .gitattributes: script shell sempre LF, altrimenti il container
locale su Windows non parte.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
Modulo S-13
- Il PDF scrive sopra il modulo ufficiale (FPDI, matrice convertita in PDF 1.4)
invece di ricostruirlo in HTML: 20 righe per foglio come l'originale.
- Una riga per ogni territorio attivo; riporto dell'ultimo rientro prima
dell'anno; assegnazioni a cavallo d'anno su entrambi i fogli; scelta per
data e non per anno registrato; nomi come "Cognome I.".
- Logica spostata in App\Services\Registro\ModuloS13.
Integrità dei dati
- Export/import XML (e quindi backup/ripristino): le date non slittano più di
un giorno; i file vecchi in UTC tornano al giorno giusto.
- Import XML: rifiuta file estranei o incompleti senza toccare i dati, errore
con riga e motivo, territori senza zona importati con il loro storico,
caratteri di controllo rimossi in export, chi importa conserva password e
ruolo di amministratore.
- Assegnazioni: assegnazioneCorrente corretta (filtro dentro ofMany), periodi
sovrapposti rifiutati in Assegna e Registro sotto lock, anno di servizio
ricavato dalla data, niente date future nel Registro.
- Utenti: non si declassa sé stessi né l'ultimo amministratore.
- Entrypoint: non sovrascrive più la copia persistente di APP_KEY con un
valore diverso; serve APP_KEY_ROTATE=1 per un cambio voluto.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
Le piantine non dipendono piu' da un territorio esistente: territorio_id e'
nullable, la chiave esterna e' nullOnDelete invece di cascadeOnDelete, e `nome`
fa da etichetta finche' il collegamento manca. Si disegna guardando le strade e
si decide dopo di chi e' il disegno; se il territorio non c'e', lo si crea
dall'editor con numero, zona, tipologia e confini — zona e tipologia comprese,
create sul posto quando mancano.
Il cambio di cascata chiude anche una perdita di dati silenziosa: ogni import
XML svuota `territori` in blocco e finora si portava via tutte le piantine.
Il disegno passa su /piantine/editor, a schermo intero con telaio proprio: su
una mappa larga un terzo di schermo un confine si sbaglia, e finisce stampato.
/piantine resta la gestione — area, generazione, collegamenti, storico.
Cartolina S-12 reimpaginata: pagina 1 il modulo con la Localita' (che ora e' il
nome della zona, non un campo duplicato) e i confini scritti nello spazio
centrale, con il corpo del testo che si adatta alla lunghezza; pagina 2 la
piantina sola al 98%. Aggiunta l'anteprima, che compone il PDF al volo senza
toccare pdf_path ne' lo storico.
Immagine: JPEG invece di PNG (0,9 MB contro 5 per territorio), composta alle
tessere dello zoom piu' alto e ridotta con Lanczos, nelle proporzioni della
pagina cosi' riempie il foglio invece di lasciare fasce bianche. Il tratto del
confine e' espresso in pixel dell'immagine finale: si vede il confine e si legge
la via che ci passa sotto. L'attribuzione OSM si dimensiona con l'immagine,
come la ODbL richiede.
Rimossa la rigenerazione massiva: job, stato in cache e interfaccia.
Sistema visivo ripassato su tutta l'applicazione: le scale gray e indigo di
Tailwind sono ridefinite nei token, cosi' le 37 viste si riallineano insieme
invece di essere riscritte una per una. Grigi caldi, un accento solo con quattro
significati, carattere servito dall'applicazione e non da Google Fonts, via il
gradiente della testata. Aggiunto il link "salta al contenuto", che mancava.
Corretto un guasto d'ambiente che bloccava TUTTI gli upload in sviluppo: dalla
1.26 il fastcgi_params di nginx passa HTTP_HOST come $host, che perde la porta,
e ogni URL firmato smetteva di validare — l'endpoint di upload di Livewire
rispondeva 401.
294 test verdi.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Aggiunge un pannello che registra ogni passaggio del caricamento: file
scelto con la sua dimensione, limite del server, avanzamento ogni 10%,
codice HTTP della risposta, errori, timeout e interruzioni. Sotto, i log
lato server dell'operazione in corso.
Serve perche' i modi in cui un caricamento muore sono quasi tutti muti:
superato il limite nginx chiude la connessione dopo aver accettato zero
byte, e nessun evento porta un messaggio. Senza un diario, la barra si
pianta a una percentuale qualsiasi e la pagina non ha niente da dire. Un
battito ogni 15 secondi distingue "lento" da "fermo".
Le virgolette doppie restano bandite dentro l'x-data: chiudono
l'attributo HTML anche dentro un commento, e hanno gia' riversato il
codice a video due volte.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Le porte erano legate a 127.0.0.1, quindi l'applicazione non era raggiungibile
per IP: andava bene solo accedendo da un dominio via Traefik. Ora interfaccia
e porta si decidono separatamente nel .env, per ogni servizio.
APP_BIND=0.0.0.0 APP_PORT=8080 app esposta (default)
DB_BIND=127.0.0.1 DB_PORT_HOST=3306 database solo da localhost
MAILPIT_BIND=127.0.0.1 solo col profilo dev
Il database resta su localhost per due motivi: ci si arriva comunque con un
tunnel SSH senza esporlo a Internet, e su un host con piu' progetti la 3306
va spesso in conflitto (per questo e' cambiabile con DB_PORT_HOST).
Redis non pubblica nulla: non serve da fuori.
SESSION_SECURE_COOKIE passa a false come default, perche' ora l'accesso
tipico e' in HTTP per IP. Con true il cookie di sessione e' marcato "secure"
e il browser non lo rimanda su HTTP: verificato, il login risponde 419 Page
Expired e si torna alla schermata di accesso. Il tranello e' che provandolo
su localhost non si manifesta, perche' i browser considerano localhost un
contesto sicuro: emerge solo accedendo per IP. E' documentato in
.env.example insieme al sintomo esatto.
Verificato: app raggiungibile dall'IP di rete, porta del database chiusa
dall'esterno e aperta da localhost, login e pagine funzionanti via IP.
Nota: senza dominio il traffico e' in chiaro. Il README segnala il passaggio
a HTTPS come consigliato, con le tre variabili da cambiare.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
I due file compose andavano tenuti allineati a mano, e gli anchor
(x-app-env, <<:) sono sintassi che va conosciuta per riuscire a leggere il
file. Per un deploy che deve restare semplice era complessita' non
giustificata.
Ora c'e' un solo docker-compose.yml, esplicito, che copre produzione e
sviluppo:
- ogni servizio dichiara quello che usa, senza merge key
- mailpit e' dietro il profilo "dev", quindi non parte mai in produzione
- la porta e' legata a 127.0.0.1 per default: in produzione il traffico
arriva da Traefik sulla rete interna, in locale basta localhost:8080.
Per esporla davvero: APP_PORT=0.0.0.0:8080
- .env diventa l'unica fonte di configurazione, senza valori ridichiarati
Compromesso accettato: sparendo i valori fissati nel compose, DB_HOST e
REDIS_HOST devono contenere i nomi dei servizi (mariadb, redis) e non un
indirizzo. E' segnalato in .env.example, nel README e in HANDOFF.md.
Per le modifiche al codice senza ricostruire l'immagine il README documenta
un docker-compose.override.yml, che Compose applica da solo ed e' gia'
ignorato da git.
Verificato: sei servizi healthy, login e pagine a 200, redeploy idempotente,
porta esposta solo su localhost, mailpit assente senza il profilo dev.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
I due piu' gravi potevano causare perdita di dati silenziosa.
AppServiceProvider chiamava key:generate --force a ogni richiesta quando
APP_KEY risultava vuota. Poiche' nome e cognome dei proclamatori sono
cifrati con quella chiave, ogni riga scritta sotto una chiave poi
sostituita diventava irrecuperabile. La chiave e' ora risolta una sola
volta all'avvio del container e il provider solleva un'eccezione se manca,
invece di rigenerarla.
importTerritoryPdfFolder() caricava i PDF, costruiva l'elenco dei file e
poi lo scartava senza mai accodare il job: nessun errore, nessun territorio
aggiornato, e i file restavano su disco a crescita illimitata perche' la
pulizia viveva solo nel finally del job mai eseguito.
Sicurezza:
- i permessi non venivano riapplicati alle richieste /livewire/update, per
cui un permesso revocato restava attivo fino al reload della pagina
- host header injection: nginx passava l'Host del client come
X-Forwarded-Host e Laravel si fidava di tutti i proxy, abbastanza per far
generare a route() link verso domini arbitrari, inclusi i PDF pubblici
che contengono un codice di accesso valido
- lo schema forwarded e' ora deciso dal server e non dall'header del client
- campagna_id in Rientra e' #[Locked]: era derivato lato server ma
manipolabile dal client, permettendo di conteggiare un rientro su una
campagna arbitraria
- sortField del registro passava non validato a orderBy(), con 500 su
colonna inesistente
- SESSION_SECURE_COOKIE ora vale true fuori da local
- limiti su dimensione e numero di voci negli import ZIP
Integrita' e prestazioni:
- il default di assignment_link_ttl_hours era rimasto 24 dopo la
conversione da ore a mesi: i link PDF pubblici duravano due anni invece
di uno mese
- il seeder usava syncPermissions(), che a un secondo giro azzerava i
permessi personalizzati dei ruoli; ora e' additivo
- pdftoppm senza timeout poteva bloccare il worker indefinitamente
- nomi file deterministici nell'import: "1 A" e "1-A" scrivevano sullo
stesso PDF, sovrascrivendosi
- Setting::flushCache() dopo le cancellazioni massive, che non emettono
eventi e lasciavano la cache puntata a una riga inesistente
- riga settings creata dal seeder, per evitare due singleton concorrenti
- rimosse due migrazioni ridondanti che rompevano migrate:rollback
- indici su assigned_at, (attivo, deleted_at) e deleted_at
- risolti gli N+1 negli elenchi territori e proclamatori
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
Il Dockerfile compilava l'applicazione in /app-src mentre il runtime girava
da /var/www/html, popolato solo dal bind mount del sorgente: l'immagine
costruita non veniva mai usata. L'entrypoint rieseguiva composer install e
npm run build a ogni avvio, dentro il container. Su Dokploy, senza sorgente
sull'host, questo significava build a runtime a ogni deploy.
Ora vendor/ e public/build sono compilati in stage separati e copiati
nell'immagine finale. I container di produzione non montano il sorgente e
non eseguono build all'avvio: un redeploy e' build, migrazioni, online.
- Dockerfile multi-stage (composer, node, runtime)
- nginx e php-fpm nello stesso container via supervisor: con container
separati nginx avrebbe bisogno di una copia di public/ e del volume
storage solo per servire file statici
- clear_env = no in www.conf, senza cui php-fpm nasconde a Laravel tutte
le variabili d'ambiente
- configurazione da ambiente di processo invece di .env riscritto con sed;
il compose fissa solo i valori dettati dalla topologia
- fail-fast su APP_URL, DB_PASSWORD, DB_ROOT_PASSWORD, REDIS_PASSWORD
- servizio scheduler dedicato: schedule:work non veniva mai eseguito,
quindi la pulizia dell'audit log non e' mai partita
- solo il container app esegue le migrazioni, per evitare che due
container in gara lascino uno schema applicato a meta'
- healthcheck separati per worker e scheduler, che non espongono HTTP
- docker-compose.dev.yml per lo sviluppo locale
- documentazione unificata in README.md e HANDOFF.md
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>