Blocco 2
- Esiti delle azioni Livewire come avvisi (trait Avvisa) invece di flash
che comparivano alla pagina dopo.
- PDF, miniature e versioni dei territori non più serviti da nginx su
/storage: TerritorioFileController con login, permessi e cache privata.
- Ripristino tutto o niente: verifica dell'archivio, una transazione con
import, piantine, blocco account e scambio dei file annullabile.
- Backup formato 2 con piantine, storico PDF e area KML.
- Posto unico preso in un passo (Cache::lock) e rispettato anche da
import XML e PDF.
- Import PDF da cartella: abbinamento corretto (1-A, 12 B, ambigui),
caricamento a lotti, file non PDF ignorati, PDF sostituito nello storico.
- L'import XML elimina i file dei territori che non usa più; comando
territori:file-orfani per quelli accumulati prima.
Blocco 3
- Password attuale richiesta al cambio volontario; AuthenticateSession
chiude le sessioni aperte altrove.
- Niente nomi dei proclamatori in chiaro nel registro attività.
- Export XML senza remember_token; chi riceve l'hash dal file deve
cambiare password.
- Campagne: ultimo giorno incluso, percentuale sui territori distinti.
- Coda: retry_after 960 s, stop_grace_period 16m, Redis volatile-lru,
impostazioni rilette a ogni job.
- Azzeramento che cancella anche piantine, area KML e anteprime.
- Pulsanti profilo e menu che non si nascondevano; icona del sito.
Co-Authored-By: Claude Opus 5.5 <noreply@anthropic.com>
Le porte erano legate a 127.0.0.1, quindi l'applicazione non era raggiungibile
per IP: andava bene solo accedendo da un dominio via Traefik. Ora interfaccia
e porta si decidono separatamente nel .env, per ogni servizio.
APP_BIND=0.0.0.0 APP_PORT=8080 app esposta (default)
DB_BIND=127.0.0.1 DB_PORT_HOST=3306 database solo da localhost
MAILPIT_BIND=127.0.0.1 solo col profilo dev
Il database resta su localhost per due motivi: ci si arriva comunque con un
tunnel SSH senza esporlo a Internet, e su un host con piu' progetti la 3306
va spesso in conflitto (per questo e' cambiabile con DB_PORT_HOST).
Redis non pubblica nulla: non serve da fuori.
SESSION_SECURE_COOKIE passa a false come default, perche' ora l'accesso
tipico e' in HTTP per IP. Con true il cookie di sessione e' marcato "secure"
e il browser non lo rimanda su HTTP: verificato, il login risponde 419 Page
Expired e si torna alla schermata di accesso. Il tranello e' che provandolo
su localhost non si manifesta, perche' i browser considerano localhost un
contesto sicuro: emerge solo accedendo per IP. E' documentato in
.env.example insieme al sintomo esatto.
Verificato: app raggiungibile dall'IP di rete, porta del database chiusa
dall'esterno e aperta da localhost, login e pagine funzionanti via IP.
Nota: senza dominio il traffico e' in chiaro. Il README segnala il passaggio
a HTTPS come consigliato, con le tre variabili da cambiare.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
I due file compose andavano tenuti allineati a mano, e gli anchor
(x-app-env, <<:) sono sintassi che va conosciuta per riuscire a leggere il
file. Per un deploy che deve restare semplice era complessita' non
giustificata.
Ora c'e' un solo docker-compose.yml, esplicito, che copre produzione e
sviluppo:
- ogni servizio dichiara quello che usa, senza merge key
- mailpit e' dietro il profilo "dev", quindi non parte mai in produzione
- la porta e' legata a 127.0.0.1 per default: in produzione il traffico
arriva da Traefik sulla rete interna, in locale basta localhost:8080.
Per esporla davvero: APP_PORT=0.0.0.0:8080
- .env diventa l'unica fonte di configurazione, senza valori ridichiarati
Compromesso accettato: sparendo i valori fissati nel compose, DB_HOST e
REDIS_HOST devono contenere i nomi dei servizi (mariadb, redis) e non un
indirizzo. E' segnalato in .env.example, nel README e in HANDOFF.md.
Per le modifiche al codice senza ricostruire l'immagine il README documenta
un docker-compose.override.yml, che Compose applica da solo ed e' gia'
ignorato da git.
Verificato: sei servizi healthy, login e pagine a 200, redeploy idempotente,
porta esposta solo su localhost, mailpit assente senza il profilo dev.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
Il Dockerfile compilava l'applicazione in /app-src mentre il runtime girava
da /var/www/html, popolato solo dal bind mount del sorgente: l'immagine
costruita non veniva mai usata. L'entrypoint rieseguiva composer install e
npm run build a ogni avvio, dentro il container. Su Dokploy, senza sorgente
sull'host, questo significava build a runtime a ogni deploy.
Ora vendor/ e public/build sono compilati in stage separati e copiati
nell'immagine finale. I container di produzione non montano il sorgente e
non eseguono build all'avvio: un redeploy e' build, migrazioni, online.
- Dockerfile multi-stage (composer, node, runtime)
- nginx e php-fpm nello stesso container via supervisor: con container
separati nginx avrebbe bisogno di una copia di public/ e del volume
storage solo per servire file statici
- clear_env = no in www.conf, senza cui php-fpm nasconde a Laravel tutte
le variabili d'ambiente
- configurazione da ambiente di processo invece di .env riscritto con sed;
il compose fissa solo i valori dettati dalla topologia
- fail-fast su APP_URL, DB_PASSWORD, DB_ROOT_PASSWORD, REDIS_PASSWORD
- servizio scheduler dedicato: schedule:work non veniva mai eseguito,
quindi la pulizia dell'audit log non e' mai partita
- solo il container app esegue le migrazioni, per evitare che due
container in gara lascino uno schema applicato a meta'
- healthcheck separati per worker e scheduler, che non espongono HTTP
- docker-compose.dev.yml per lo sviluppo locale
- documentazione unificata in README.md e HANDOFF.md
Co-Authored-By: Claude Opus 4.8 <noreply@anthropic.com>
- Copy app code into PHP image, sync to shared volume at startup
- Use named volume (app_code) shared between app and nginx
- Build nginx image with embedded config (no bind mounts)
- Add .dockerignore to optimize image build
- Build context moved to project root for both services